La scarsità fisica è la principale preoccupazione degli operatori
من 23/06/2026 الله 28/08/26, lo zinco ha registrato un aumento dei prezzi del 18,8%, confermandosi uno dei metalli non ferrosi più vivaci. Nello stesso periodo, è la Backwardation (prezzi cash più alti di quelli a tre mesi) a dominare la scena al LME, con un crescendo costante del differenziale negativo che ha raggiunto i $ 250 tonnellata il 28/08/26.
Questo forte aumento dei prezzi a pronti dipende dalla scarsità fisica di metallo, tanto che gli stock nei magazzini del LME sono scesi a 73.800 طن (باري ل 2 giorni del consumo mondiale).
Stiamo assistendo allo stesso scenario del 2025, quando il picco negativo ha raggiunto $ 342 per tonnellata il 23/10/25.
La scarsità di metallo è reale e non manovrata ed è dovuta alla riduzione della produzione delle fonderie occidentali per interruzioni e alti costi di energia, incendi nelle fonderie di Kazzinc (Kazakistan) e in quella di Cajamarquilla (Perù). A ciò si è aggiunta anche la scarsità di concentrati di zinco con conseguente riduzione a $ 110/tonnellata dei “treatment charges” cioè dei costi di fusione che le miniere riconoscono alle fonderie per trasformare i concentrati di Zn in lingotti. In pratica, attualmente gli smelters stanno producendo in perdita per gli alti costi di acquisto dei concentrati e alti costi dell’energia col rischio di chiusure e/o sospensione di produzione e di conseguenza possibile ulteriore penuria di metallo.
Secondo gli esperti, la scarsità di materia prima spinge in alto i prezzi, mentre la speculazione finanziaria resta momentaneamente alla finestra.
في هذه الحالة, qualche sollievo potrebbe venire dalla ripresa delle esportazioni cinesi con l’invio nei magazzini del LME di Hong Hong, ma ciò non appare semplice per molteplici motivi: i prezzi interni in Cina sono più alti del LME ed in più anche le fonderie cinesi sono costrette a pagare di più i concentrati di zinco.
In breve, ci sarebbe ancora spazio per un ulteriore rafforzamento dei prezzi a pronti, anche in vista della ripresa della domanda che è stata assente durante il periodo estivo, sempre che le tensioni politiche non impongano ulteriori strappi.
